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Monumento ad Emanuele Filiberto 'l Caval 'd Brons

Piazza San Carlo, Torino


 

Il monumento a Emanuele Filiberto deve considerarsi uno dei primi e più significativi esempi della politica culturale di Carlo Alberto che, nell'ottobre del 1831, sceglie di celebrare con un monumento pubblico il personaggio più emblematico della storia sabauda, fondatore della potenza dinastica e territoriale dei Savoia. Lo stesso Carlo Alberto ne indicò l'esecutore in Carlo Marochetti che, torinese di nascita, ma formatosi in Francia dove risiedeva abitualmente, offriva le maggiori garanzie di aggiornamento artistico.
La statua equestre del Duca Emanuele Filiberto, rappresentato mentre rinfodera la spada dopo la gloriosa battaglia di San Quintino, alla quale alludono i bassorilievi sottostanti, poggia su un piedestallo in granito rosa di Baveno, con intagli in bronzo che ornano la base e la cimasa; su ogni lato, lo stemma sabaudo con la corona ducale. Nei due lati maggiori del basamento sono incassati i bassorilievi in bronzo che rappresentano il Duca mentre fa prigioniero il Montmorency, Gran Connestabile di Francia, e mentre legge i preliminari di pace per il trattato di Cateau-Cambrésis. Le iscrizioni furono dettate da Carlo Boucheron, insegnante di latino e greco dei principi reali; alludono rispettivamente al "vincitore di San Quintino che nel 1562 entra in Torino per diritto di antica signoria e volere dei sudditi ", e al re Carlo Alberto " primo dei discendenti di Emanuele Filiberto che innalzò questo monumento al vindicatore e rinnovatore di sua gente".
Carlo Alberto fu pienamente soddisfatto dell'opera: il Marochetti ebbe il tìtolo di barone ed un gioiello di gran valore, mentre al fonditore Soyer toccò una medaglia d'oro con l'effigie del re.

  'l Caval 'd Brons
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Compagnia Italiana di Conservazione